E’ una luminosa domenica mattina

by seppafrattini

E invece di uscire di casa a cazzeggiare, ovunque, facendo qualsiasi cosa, cosa fa? Ti metti a ripulire il computer dalle schifezze accumulate per un anno nelle 100 vite diverse che devi impersonare ogni santo giorno. Il fatto poi che “non devi” più studiare aiuta molto nel prendere decisioni di questo genere. Ovviamente invece di andartene fuori a cazzeggiare ovunque e facendo qualsiasi cosa. Poi mentre ripulisci il mac dalle schifezze delle 100 vite ti accorgi che sul muro vicino sta appeso un coso che non vorresti che sia appeso lì ma ci sta da 200 vite e decidi che è ora di toglierlo. Ti sfracelli un dito perchè ormai vuole talmente starsene a fare l’amore con il suo muro che non ha voglia di venirsene via da lì. Provvidenziali un paio di tronchesi da ferramenta che casualmente si trovano sulla stampante (…) per poter togliere il chiodo che sintetizza quel mircosistema. Poi al posto suo ci metti un’altra roba che se ne starà lì per altre 50, 60 vite. E intanto il tuo disco rigido sta soffrendo a fare l’eliminazione sicura de lammerda che sta nel cestino. Continui a non capire come mai 300 dei 999 giga sono occupati. Sarà una maledizione, pensi. Allora ti rassegni e vedi che altro puoi eliminare. E cerchi di sceglierlo bene. Perchè per quanto possano far male i ricordi sono ricordi e siamo occidentalmente abituati a guardare il passato. Quindi teniamoci appresso tutta lammerda de lammerda de lammerda che ci fa bene. E crei cartelle. Su cartelle. Su cartelle. Dentro cartelle; il tuo sistema ad albero [che nei mac non esiste, eh? …einvece] sta diventanto sempre più complesso che lo stesso computer non lo capisce e dalla sua iSight integrata ti guarda e si chiede “ma chi cazzo sei tu…vecchio mi stai trattando come fossi la tua donna ma non lo sono. Trovatene una” così ti sta dicendo dal suo HD gracchianate ma ovviamente tu il morse non lo capisci al volo (quindi sei uno sfigato, facevi il radioamatore, manco quello hai imparato…).
E rimane la domenica luminosa di febbraio in cui vivrai, sì, meglio. Dopo, però. Quando la smetti di pensare.