Milano #2 – caffè, pioggia e periferia

by seppafrattini

Oggi devo andare ad incontrare Rocco, un cantautore. Io e Miriam, mezz’ora per far salire il caffè su due macchinette diverse, entrambe non funzionanti, rischio certo d’esplosione di ambedue le moke; un’ora per berlo…
Devo andare in periferia. Tanta periferia. O forse no, non tanta. Famagosta. Sì. Tanta. 
Stamattina pioveva, meglio anzi: stamattina il tempo ha iniziato a rompere le scatole con la pioggetta fina fina fina che dici no, non piove più di cos…sì. Piove più di così. Esco dalla metro e trovo un parcheggio multipiano più grande dell’intera cristianità, mi spavento e prendo a sinistra cercando di tenermelo fuori dalle scatole. Sì mi incuteva timore, va bene?
Così non si fa, stavo andando dalla parte opposta. Torno indietro rischiando 18 investimenti, rientro nella metro, rifaccio la strada; prendo coraggio, affronto il gran parcheggio e telefono a Rocco che mi viene a prendere facendomi passare per una piazzetta terrificante con una serie di sottopassaggi in mattonelle tutti istoriati di tag, pezzi vari…robe da matti. Casa di Rocco è…è rosa, rosa violetto. Carino dentro, una rastrelliera di chitarre, strumenti a corda etnici, un pianoforte, un violino…Caffè? Caffè! Poi si suona. E si parla. Si suona, si parla, si ascolta “posso provare il tuo violino?” “Certo ti pare!” “Suona bene” “Si ma se posso darti un consiglio potresti usare l’arco così e così e così…” insomma ho anche fatto lezione a Rocco. “Rocco ti faccio sentire un pezzo” “Bello, l’hai fatto tu?” “Sì, sai vorrei metterci il testo, tu sei cantautore…” “Beh ce l’hai la registrazione?” “Eccola!”
Esco, compro un carnet da 10 corse, rincaso, un po’di spesa, un giretto in libreria occupata dove sta Diego, ritorno a casa. Giornata un po’così. Domani speriamo meglio.