Pensare/non pensare ad ora/ieri/dopo è/non la soluzione

by seppafrattini

Eccomi qui, stazione, treno, solito sguardo fuori, paesaggio fatto di una terra immobile che scorre a cento all’ora. Seduto sull’ultimo sedile – è quello più vicino al passato. Penso; non pensare al futuro è la soluzione, penso; pensare al futuro è la soluzione penso; pensare ad ora è la soluzione. Si sta di un “male costruttivo” che pochi sanno. La guerra è rinnovamento, sicuramente lo è quella interiore. Se qualcuno già ci ha pensato ci ha visto giustissimo. Dal canto mio ci vedo giustissimo su che (non lo dico io soltanto…) questo belligerare interiore rovina una “generale economia delle cose”, a sua volta costruita su sottili equilibri ad aste e bilancieri, rette, segmenti e… che ti basta un niente e il vivere si polverizza.

Aggiustiamo il tiro, dunque: lascia che la guerra si faccia dentro, isolata, non ne puoi sentire il rumore. Non ostinarti a seguire la telenovela mentale di quanto ti accade. Non ti azzardare a rendere partecipe chicchessia di questa, tutto sommato inconsistente, cronaca nera.
 
Arriva – poi – quell’attimo in cui decidi di superarti.